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vSphere 5 è arrivato!

Ebbene si, oggi è stato il gran giorno dell’evento online di lancio di vSphere 5!

Anche se un po’ a fatica (da dove sono ora la connessione è un po’ “ballerina”) sono riuscito a seguire l’evento: onore a VMware per l’evento e per la quantita’ enorme di materiale gia’ disponibile.

Quindi… cosa c’e’ di nuovo con vSphere 5? Beh, una serie di novita’ molto interessanti e un nuovo modello di licensing. Quest’ultimo ha suscitato numerose perplessita’ non tanto sulla comodita’/semplicita’/utilita’ di questo nu0vo modello di licensing, quanto sui costi che emergono facendo i conti.

Mi tolgo subito dall’impiccio del licensing che tanto ha scaldato twitter oggi.

Il nuovo modello di licensing si basa non piu’ su core per processore o su ram fisica per host, ma è per processore con un pooled entitlement di vRam: tradotto in parole povere, ogni licenza da diritto a un processore piu’ un certo quantitativo di vRam (ossia di ram configurabile sulle virtual machine). Acquistando piu’ licenze, il quantitativo di vRam utilizzabile è raggruppato in un pool e la ram utilizzata dalle VM accese gestite dallo stesso vCenter viene sottratta dal totale e non da quella disponibile sul singolo host.

Non proprio banalissimo come schema di licensing: aspettatevi un nuovo post piu’ esaustivo in futuro.

Nell’evento è stato detto che questo modello fornisce “semplicità, flessibilità, equità e evoluzione”… Non ho ancora fatto per bene i miei “compiti a casa” con questo nuovo modello.Vi dico solo che anche io sono perplesso e ho la sensazione che di fatto i costi siano aumentati e anche di parecchio (a confronto con il 4), e che questo schema cosi’ come è ora potrebbe avere “effetti collaterali indesiderati”, ma aspetto a formulare un mio giudizio piu’ avanti.

Passo ora alle cose piu’ interessanti, ovvero alcune novita’ di vSphere 5.

  • Nuovo Virtual Hardware: con la nuova versione 8 del Virtual Hardware ora le VM possono avere fino a 32 vCPU e 1 TB di ram! Inoltre è stato aggiunto supporto alla grafica 3D in Aero, a USB 3.0, il virtual BIOS EFI e il supporto a OSX Server (solo su hardware Apple)
  • VMFS v5: il nuovo VMFS permette la creazione di datastore fino a 64 TB senza l’uso di extent
  • Nuovo HA: è stato riscritto il meccanismo di HA che ora non ha piu’ i nodi primari e secondari. Ora esiste un nodo master e gli altri sono tutti slave; inoltre ci sono due canali di heartbeat, uno su management network e un “datastore heartbeat”.
  • Storage DRS: ora è possibile usare il DRS anche per lo storage. Utilizzando dati relativi all’occupazione di spazio e alla latenza dell’I/O, lo Storage DRS puo’ spostare i dischi delle VM da un datastore a un altro per mantenere bilanciato l’utilizzo dello storage. Come il DRS, lo Storage DRS puo’ anche occuparsi del posizionamento iniziale della VM.
  • vSphere Auto Deploy: viene ora offerta una soluzione integrata di PXE boot che permette di avere host ESXi completamente stateless.
  • vCenter Server Appliance: è disponibile vCenter anche sotto forma di appliance basata su Linux!
  • VMware Virtual Storage Appliance: una nuova virtual appliance che permette di trasformare lo storage locale agli host in uno storage condiviso in alta affidabilita’.
Ovviamente questo elenco non e’ esaustivo. Nei prossimi giorni/mesi cerchero’ di approfondire i vari aspetti.
E ovviamente al prossimo VMUG autunnale vSphere 5 fara’ la parte del leone :)

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